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Personaggi di Teggiano

Luca MANDELLI - E’ il maggiore rappresentante della storiografia del Vallo di Diano nel Seicento. Monaco agostiniano di Diano, scrisse una monumentale opera storica, suddivisa in due parti: Lucania illustrata e Lucania sconosciuta, che si conserva manoscritta nella Biblioteca Nazionale di Napoli. La Lucania illustrata è divisa un cinque libri (Favoloso,Veritiero, Difensivo, Guerriero. Historico), nei quali si illustrano i paesi della Valle del Sele, descrivendone lingua, usi e costumi, arrestandosi ai tempi dello stesso Mandelli. La Lucania sconosciuta si compone di quattro libri, in cui l’autore si sofferma sulle condizioni economiche e sociali delle varie zone in cui si divideva l’antica Lucania: il litorale da Paestum a Maratea, il litorale ionico da Sibari a Metaponto, il Vallo di Diano e la zona degli Alburni. Il quarto libro, rimasto incompiuto, doveva comprendere la zona interna, cioè il Potentino e il Melfese. Nel 1997 lo storico Arturo Didier trascrisse e pubblicò, nel suo volume “Diano, città antica e nobile”, gli ultimi quattro capitoli della Lucania sconosciuta, riguardanti, nell’ordine, il Vallo di Diano in generale, Polla, Atena e Sala, Diano. In una nota introduttiva, il Didier riuscì a stabilire il periodo di stesura dell’opera del Mandelli. Sta di fatto che questo scrittore, che forse è il primo storico della Lucania, nel 1672, dopo di aver scritto il bellissimo capitolo su Diano, la sua città natale, cessava di vivere. C’è una palese contraddizione nella fortuna critica del Mandelli: da una parte egli è utilizzato e citato da quasi tutti gli scrittori che dopo di lui si sono occupati del Vallo di Diano (Costantino Gatta, Stefano Macchiaroli, ed altri); dall’altra la suddetta sua opera sulla Lucania (centinaia di pagine vergate con una scrittura fitta e non sempre chiara e leggibile) è rimasta inspiegabilmente manoscritta.

Gaetano MACCHIAROLI (1920-2005) - L’attività editoriale, politica e culturale di questo grande intellettuale appartenente ad una famiglia storica di Teggiano, ma trapiantato a Napoli, dove collaborò con Palmiro Togliatti nella riorganizzazione del partito comunista, è stata ricordata, nei giorni seguiti alla sua scomparsa, da illustri rappresentanti delle istituzioni e della cultura del nostro Paese. Nel 1949 Macchiaroli apre una libreria-cenacolo a Salerno, dando vita in essa a manifestazioni culturali, come i cosiddetti giovedì letterari, ai quali partecipano, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini, Italo Calvino, Alfonso Gatto, Michele Prisco. Successivamente egli trasferisce la sua libreria a Napoli, nella famosa sede di via Carducci, nella quale continua il suo impegno di intellettuale di sinistra. Intanto inizia la sua attività editoriale, pubblicando riviste famose, come “Cronache meridionali”, che gareggia con “Nord e Sud nel dibattito sulla questione meridionale, e “La parola del passato”. Macchiaroli è anche “organizzatore di cultura”, promuovendo prestigiose mostre, come quella, di risonanza internazionale, su “Giacomo Leopardi: la vita, i luoghi e le opere” (1988). Alla fine degli anni Sessanta Macchiaroli avverte l’esigenza di valorizzare la sua città di origine, Teggiano, nella quale possiede il monumentale Castello (quello della famosa Congiura dei Baroni), del quale realizza, con il contributo dello Stato, un pregevole restauro. E’ stato un grande intellettuale ed editore, il cui nome resterà per sempre legato alla cultura del Novecento. 
                                                                                                                           Arturo Didier