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I personaggi di Montesano sulla Marcellana

 

Giuseppe CESTARI. Abate, storico e letterato. Membro della Reale Accademia delle Scienze e delle Lettere, morto nel 1799. Gli è stata intitolata la Scuola Media. (G. Fulgione, Una famiglia di Montesano sulla Marcellana. I Cestari, famiglia salernitana nella rivoluzione napoletana del 1799, 1995). 

Nicola CESTARI. Rivoluzionario. Fratello di Giuseppe, Presidente della Municipalità e “democratizzatore” del paese nel corso della Rivoluzione napoletana del 1799. Venne ucciso durante gli scontri armati con le famiglie rivali Abbatemarco e Gerbasio il 17 febbraio 1799. (G. Fulgione, Una famiglia di Montesano sulla Marcellana. I Cestari, famiglia salernitana nella rivoluzione napoletana del 1799, 1995).


Filippo GAGLIARDI
. Imprenditore e benefattore. Don Felipe, famoso magnate italo-venezuelano, nacque a Montesano nel 1912, primo di dieci figli, da una famiglia di modestissime origini (il padre era mugnaio e la madre casalinga). Nel 1927 emigrò in Venezuela in cerca di fortuna, recandosi a Caracas presso un parente imprenditore, ma presto ebbe dissidi con lui e rientrò in Italia a Montesano. Qui però resistette per breve tempo e ripartì ancora una volta per Caracas, ove riuscì - grazie alle sue capacità - a costruirsi un ingente patrimonio: entrato nel settore delle costruzioni, cominciò a guadagnare, si mise in proprio e in pochi anni divenne uno degli uomini più ricchi del paese. A questo punto si circondò di una corte imponente, per lo più di conterranei suoi parenti ed amici. Dal giugno all’ottobre del 1954 rientrò a Montesano, elargendo in tale occasione notevoli somme ai bisognosi, mutui a ben 55 comuni della provincia e 105 case per i poveri del suo paese, facendo altresì eseguire importanti edifici pubblici (la caserma dei carabinieri, la chiesa di S. Anna in stile neogotico, l’acquedotto comunale), tutto a sue spese. Dimostrava così che le ricchezze possedute erano a disposizione di tutti: non solo della sua famiglia (nove tra fratelli e sorelle oltre ai nipoti e al padre), ma di quanti ne avessero bisogno, anche all’infuori di Montesano (tra tutte, ricordiamo la donazione di 25 milioni di lire per gli alluvionati del Polesine nel 1953 o quella di 100.000 $ per quelli di Salerno nel ’54). Tornato in America, cominciò ad attuare nuovi progetti ancor più grandiosi dei precedenti, a Caracas e in tutto il Venezuela. Gli anni d’oro del Gagliardi sono questi: tra il ‘54 e il ’58. Purtroppo tutto si arrestò improvvisamente, alla caduta del dittatore venezuelano Marcos Pérez Jiménez, suo protettore ed amico, rovesciato a furore di popolo. Gagliardi fu costretto ai primi del ’58 a fuggire a causa della rivoluzione locale, trattenendosi in Italia fino al luglio del ‘67. Tornato nuovamente in Venezuela, trovò tutto mutato e non riuscì a riprodurre la situazione precedente. Ebbe le chiavi della città di Filadelfia e fu insignito della Stella d’Italia al valore civile. Morì giovane nel 1967 ed é stato seppellito nella cappella di famiglia a Montesano sulla Marcellana. A 40 anni dalla morte, nel 2008 è stato istituito il premio “Filippo Gagliardi”, giunto ormai alla sua seconda edizione e che sta riscuotendo interesse e successo crescenti. (F. De Martino, La Repubblica dei Gigli Bianchi, Tullio Pironti Ed. 1995).
 

Antonio GRIECO. Giurista. Presidente della Corte di Cassazione, morto nel 1988. 

Attilio MELLONE. Francescano e letterato. Nato a Montesano sulla Marcellana il 19 luglio 1917 col nome di battesimo Olimpio, vestì l’abito dell’Ordine dei Frati Minori nel 1933 e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1941. Studioso di dogmatica, nel 1942 pubblicò il saggio La dottrina di Dante Alighieri sulla creazione in genere, inaugurando quella predilezione per gli studi danteschi che lo accompagnò per tutta la vita (ricordiamo: La dottrina di Dante Alighieri sulla Prima Creazione nel ‘50, De doctrina Ioannis Duns Scoti nel ‘66, La concezione della vita religiosa nel pensiero del Concilio Vaticano II nel ‘69, Il canto XXIX del Paradiso (una lezione di angelologia) nel ‘74, Il canto IX del Purgatorio dantesco nell’‘83, Canto XVIII del Purgatorio nell’‘84, Il San Francesco di Dante e il San Francesco della storia nell’‘86, Dante e il francescanesimo e La visione simbolica dei cori angelici nel 1987, Il canto XXVIII del Paradiso nel 1989, Il desiderio dantesco di vedere il volto di San Benedetto nel 1997). Intanto nel 1951 veniva trasferito nel convento di Cava de’ Tirreni, ricoprendo la cattedra di Teologia Dogmatica presso il locale seminario e divenendo assistente spirituale della FUCI (ossia la Federazione dei gruppi di studenti universitari cattolici, uno dei capisaldi della formazione degli intellettuali cattolici italiani del ‘900 e ancor oggi attiva nell’alta formazione alla politica ed alla responsabilità civile ed ecclesiale delle coscienze degli studenti universitari). Negli anni dal ‘64 al ‘70 è stato Visitatore generale delle missioni francescane in Libia, rivestendo anche la carica di Vicario presso l’Istituto Francescano di Grottaferrata (alle porte di Roma). Ritornato dal 1971 alla comunità francescana di Cava, testimoniò il suo amore per la Teologia e per Dante istituendo (tre anni più tardi) la Lectura Dantis Metelliana, fondazione tuttora attiva e frequentata dai maggiori Dantisti del mondo. Grazie a quest’opera di divulgazione, verrà egli stesso invitato a commentare canti del Sommo Poeta nelle più prestigiose sedi di “Lectura Dantis” italiane. Sempre impegnato nell’apostolato tra i giovani, insegnando Religione presso il Liceo classico “Marco Galdi” di Cava ebbe modo di ravvisare il senso di smarrimento e l’assenza di punti di riferimento nei suoi studenti. Ciò lo indusse a promuovere in città la nascita della comunità di Comunione e Liberazione, fondata nel 1954 da don Luigi Giussani. La sua instancabile opera di promozione culturale e lo zelo straordinario nell’educare più di una generazione di giovani all’amore per Cristo nella concreta realtà della vita, gli valsero il riconoscimento della cittadinanza onoraria di Cava nell’agosto 2004. Nella sua città d’adozione si è spento il 14 novembre 2005. (Lectura Dantis Metelliana (a cura di), Attilio Mellone O.F.M., in Saggi e letture dantesche, collana Periscopio, Gaia Ed., 2005). 

Emilio VUOLO. Saggista e filologo. Morto nel 1988.
                                                                                                          

                                                                            Vincenzo Maria Pinto