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Statuta di Sala del 1378 fine
La traduzione degli Statuta medievali di Sala. Un'esperienza didattica
a cura di Giuseppe Marini

A distanza di cinque anni dall’inizio dei lavori, avviati dal Prof. Giuseppe Marini, in collaborazione con gli allievi dell’Istituto d’Istruzione superiore Marco Tullio Cicerone di Sala Consilina, vede la luce il meritorio progetto didattico sugli Statuta et Ordinationes Universitatis Hominum Terrae Salae, riguardanti Sala Consilina. Il testo, rinvenuto nella Certosa di Serra San Bruno in Calabria (in cui sembra confluito dalla Certosa di Padula) dal Prof. Pietro De Leo, è stato già oggetto di una prima trascrizione letterale (P. De Leo, a cura di, Gli Statuta di Sala del 1378, Salerno, Laveglia&Carlone, 2009). Il materiale documentario di riferimento è una trascrizione del 1574, manoscritto antigrafo di un precedente codice, risalente al 1378, realizzata da un don Giovanni Aloisio de Otero, presbitero di Sala. Il contenuto rappresenta una testimonianza fondamentale per la storia giuridica, sociale ed economica della città. Il lavoro di Marini e degli allievi del Liceo è il risultato di un’attenta analisi filologica, oltreché storica, dei 210 capitoli in cui si articolano gli Statuta, che hanno ad oggetto diverse norme sia di carattere economico –  riguardanti, tra le altre cose, la cura e salvaguardia delle proprietà private da una parte e pubbliche dall’altra del Castrum Sale o della Terra Salae – e sia di carattere sociale. Tra tutte si segnalano, ad esempio, le violazioni sul piano penale, finanziario ed alimentare, ma anche inosservanze da parte del clero, oltre alle competenze fissate per le autorità pubbliche regie.